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Collezione
  • Albero Aquila

    La suggestiva visione dantesca dell’aquila ingigliata del cielo di Giove nei canti XVIII-XX del Paradiso è ideata dalle splendide miniature delle tavole V e VI del Liber Figurarum, delle quali Dante riporta anche i dettagli (il rubino delle ali, un occhio solo, una pupilla e un ciglio, proprio come nelle figure gioachimite) e dalla immagine raffigurata in un’altra opera dell’abate di Fiore, lo Psalterium decem chordarum, dove l’aquila ha un valore allegorico compatibile con i versi danteschi; la grande visione dei canti XXIX-XXX del Purgatorio ove Beatrice è immagine e simbolo dell'Ecclesia spiritualis, che Gioacchino aveva lasciata come una eredità sacra alla spiritualità del secolo XIII.

  • Cerchi Trinitari

    Questa figura, detta dei Cerchi Trinitari, rappresenta la storia dell'umanità suddivisa nelle tre "Età" o "Ere". Il primo cerchio, di colore verde, rappresenta il Padre, creatore della Natura. Il cerchio intermedio, di colore azzurro, è rappresentativo del Figlio, mentre in colore rosso, sulla sinistra, si trova il cerchio dello Spirito Santo, la terza era di cui Gioacchino predicava prossimo l'avvento. L'Unità della Sostanza Divina si identifica nella porzione centrale di cerchio comune ai tre anelli, in forma di mandorla mistica. Le relazioni tra le persone divine sono simboleggiate, oltre che dal dinamismo dell'intersezione tra le figure, dal susseguirsi all'interno dei cerchi delle quattro lettere del divino tetragrammaton, trascritto in lettere latine: IEUE. "I" è il Padre, "U"è il Figlio ed "E" lo Spirito Santo. Lo Spirito è doppio perché procede sia dal padre (IE) che dal Figlio (UE). Le lettere sono inserite anche nelle due lettere greche Alfa e Omega, che rappresentano, rispettivamente, come DUE, il Figlio e lo Spirito, procedono da UNO, che è il Padre e come UNO, lo Spirito, rappresentato dall'asta centrale, procede da DUE, il Padre e il Figlio.

  • Cocchio di Ezechiele

    Le ruote di Ezechiele rappresentano in forma stilizzata il misterioso cocchio che, nella visione di Ezechiele, trasporta il trono divino.

  • Codex Purpureus Rossanensis

    Codex Purpureus Rossanesis

    Riconosciuto quale Patrimonio dell'umanità ed inserito dall'Unesco tra i 47 nuovi documenti del Registro della memoria mondiale, il Codex purpureus Rossanesi è un manoscritto greco del VI secolo. Conservato a Rossano deve il suo aggettivo “purpureus” alle pagine rossastre  le quali contengono delle miniature le quali lo rendono uno dei primi manoscritti miniati. 

  • Drago

    Il Drago dell'Apocalisse viene descritto come un grande drago rosso, con sette teste e dieci corna, e un diadema sopra ogni testa.
    Le corna generalmente sono considerate distribuite in tre possibili modi:

    • quattro su una testa, sulle altre una;
    • su tre teste due corna, sulle altre una;
    • dieci su ogni testa, con forme diverse;

    Viene presentato subito dopo la descrizione della donna vestita di sole. Questo mostro non è da confondere con la Bestia del mare, con cui ha in comune alcune caratteristiche fisiche, perché si tratta di creature differenti.

  • Profezie

    Il Liber figurarum è il libro delle figure concepite dall'Abate Gioacchino da Fiore, opera teologica e simbolica. Le figure rappresentano il complesso pensiero profetico dell'abate.
    Gioacchino da Fiore viene ricordato dai Vespri come: "spiritu dotatus prophetico", che Dante tradusse nella Divina Commedia con le parole: "lucemi da lato - lo calavrese abate Giovacchino- di spirito profetico Dotato".